La storia della Fiat

La storia della Fiat dal 1899 ad oggi
La Fiat, Fabbrica Italiana Automobili Torino, nasce l'11 Luglio 1899. Proprietari, alcuni aristocratici e borghesi torinesi rimasti entusiasmati
dal nuovo mezzo di trasporto.
Lo stabilimento storico della Fiat è in Corso Dante. Giovanni Agnelli assume la carica di amministratore delegato
nel 1902. L'Italia è un paese arretrato e fortemente agricolo e l'auto è un bene di lusso.
Per questo, la Fiat realizza auto soprattutto
puntando ai mercati esteri. Mel 1907, dopo una prima crisi, Agnelli ne assume il controllo maggioritario. Durante la prima guerra mondiale
l'azienda produsse mezzi militari, decuplicando il numero di operai. Dopo una serie di viaggi negli Stati Uniti, Agnelli torna in Italia
con l'idea di importare il sistema di produzione tayloristico che ha visto nelle fabbriche della Ford. Un nuovo stabilimento venne progettato
nel 1915 al fine di seguire questo sistema di produzione, quello della catena di montaggio.
Il Lingotto venne costruito dal 1916 al 1922.
Il risultato è entusiasmante: il Lingotto non è solo una fabbrica ad alta efficienza, ma anche un edificio di alto valore architettonico (Giacomo Mattè Trucco il progettista).
A metà anni 20 Agnelli entrò nel mondo delle banche, fondando l'IFI, che gestisce le partecipazioni della Fiat nel mercato azionario e le altre
attività industriali della famiglia Agnelli.
Durante il fascismo, il regime spinse affinchè la Fiat si concentrasse sulla produzione interna.
La Fiat oltre alle vetture produce anche nel settore
aereo e ferroviario. La Balilla fu la prima auto dai costi abbastanza contenuti, così come il Duce voleva. La Fiat è leader del settore in Italia,
ma il mercato è ancora troppo ristretto per competere con i numeri di altre case automobilistiche.
Dal 1937 iniziano i lavoro per la costruzione
degli stabilimenti di Mirafiori, secondo le nuove linee guida che prevedono uno stravolgimento delle filosofie di costruzione del Lingotto.
Dopo la Seconda Guerra mondiale la Fiat stenta un po', anche per l'assenza di nuovi veicoli più adatti ai tempi. Ma negli anni del boom economico
la Fiat si fa trovare pronta.
Con la motorizzazione di massa, la Fiat fa debuttare modelli quali la 600 e la 500, che diventeranno le auto più vendute
in Italia. Nel corso dei decenni successivi, la Fiat si espande anche all'estero, fagocitando pian piano il mercato interno. Passa indenne anche
il decennio degli anni 70, caratterizzati dalla crisi economica ed energetica. Negli anni 80, la Fiat acquisisce anche marchi storici italiani, quali
l'Alfa Romeo e la Lancia. In seguito, anche la Ferrari e la Maserati. La quota del mercato interno si aggira intorno al 57%.
Ma a partire dagli anni novanta la tendenza si inverte.
La Fiat è troppo indebitata e le sue auto non piacciono più. Crollano le vendite estere
ed anche quelle interne. Prima della morte del mitico Avvocato Agnelli, avvenuta nel 2002, si pensa addirittura che la Fiat voglia abbandonare
il settore auto. Ma Montezemolo, Marchionne e il giovane erede di casa Agnelli, John Elkann, credono ancora nell'auto.
Così la Fiat si riprende.
Nuovi investimenti e nuovi modelli, molto apprezzati dal mercato. La Nuova Panda, la Bravo, la Croma, la Grande Punto e, per ultima, la Nuova 500,
ridanno smalto al marchio. La quota europea della Fiat nel 2007 risale ad oltre l'8%. E le prospettive sono nuovamente rosee.

I modelli: Le Fiat d'epoca
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